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Se una santa monaca si prende cura delle mamme

Ho conosciuto sant’Agnese da Montepulciano solo qualche anno fa, durante il mio noviziato. È stato come entrare in relazione con una “di famiglia”, una mia consorella sulle orme di San Domenico. Forse è un po’ brutto a dirsi ma era “una tra le tante”.

Non aveva assunto un ruolo speciale, ma era andata ad affiancarsi alle tante figure che hanno accompagnato il mio cammino: la b. Diana, s. Caterina dè Ricci, s. Rosa da Lima, solo per citarne alcune. Tutte mi hanno insegnato qualcosa, ma non a tutte mi sono legata in un rapporto che oserei definire di “amicizia”.


Eppure con Agnese è stato diverso. Dalla mia entrata in monastero ho sentito forte la chiamata a pregare in modo speciale per le madri, per quelle che vogliono abortire, per quelle che desiderano una gravidanza che non arriva, per quelle che hanno gravidanze difficili. Qualche mese fa mi era stato chiesto di pregare per alcuni casi particolari e solo allora mi sono ricordata che in quella visita a Montepulciano mi era stato detto che s. Agnese intercedeva proprio per questo!


È stato così che ho deciso di scrivere ad una nostra amica laica di Montepulciano e, dopo questo scritto abbiamo avuto un lungo scambio telefonico in cui mi ha raccontato di come la santa si stia adoperando proprio per le madri. I miracoli accertati sono molti: coppie che riescono ad avere un bimbo, mamme in difficoltà che sono accompagnate da Agnese (anche in sogno!) per la crescita dei loro figli, mamme che hanno rinunciato all’aborto in una data già fissata. Inoltre la cosa particolare è che Agnese si rivolge anche a persone non cattoliche, ma estende la sua particolare protezione in maniera ecumenica!


Questa laica mi disse: “Sono convinta che Agnese ti ha chiamata per condividere con lei questa missione!”. Non so dire se è così o meno, ma da allora S. Agnese accompagna le mie giornate, e con lei condivido queste intenzioni di preghiera, diventa un “pregare con”. Agnese, prima di essere monaca era donna, donna autentica, con quel naturale istinto materno che si traduceva nell'attenzione al prossimo, nella cura degli altri, per le consorelle. Vera figlia di San Domenico era abitata dalla misericordia e dalla compassione.


Detto questo non dovrebbe più stupire che lei, ancora oggi, si prenda cura di tante donne, come se continuasse ad esercitare la sua maternità. Sono convinta che sarebbe bello poter conoscere e far conoscere di più questa nostra grande santa. A volte li sentiamo come estranei, ma in realtà loro ci affiancano come fratelli e sorelle, con la loro esperienza di vita e, ora più che mai, con la loro intercessione.


A volte il miracolo che desideriamo non accadrà, ma forse la realtà è solo che non avverrà come noi vorremmo, perché pregare, senza alcun dubbio, cambia innanzitutto il nostro cuore.


sr. Paola Gobbo, O.P. monaca domenicana

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