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San Tommaso e il dialogo con la scienza moderna

Nella sua Lettera Enciclica Fides et Ratio, papa San Giovanni Paolo II aveva espressamente sottolineato la rilevanza o l'attualità del pensiero di San Tommaso per quanto riguarda il dialogo della Chiesa con il mondo moderno. Nella storia della Chiesa, l'influenza del Dottore Angelico ha avuto i suoi momenti alti e bassi. Dopo la Riforma Protestante, la Chiesa con il Concilio di Trento attinse agli scritti di San Tommaso per chiarire il suo insegnamento a proposito della natura della grazia soprannaturale e l'importanza e la necessità dei sacramenti.



Verso la fine del secolo diciannovesimo, papa Leone XIII scrisse la sua Lattera Enciclica Aeterni Patris con la quale cercò di incoraggiare i pensatori cattolici a servirsi del pensiero di San Tommaso e di impegnarsi nel dialogo con il mondo moderno soprattutto per quanto riguarda la dottrina sociale e politico della Chiesa. In questo articolo, vorrei suggerirvi due motivi per cui abbiamo bisogno ancora una volta di San Tommaso per dialogare serenamente con la scienza moderna.


1. La Verità della Cose: Prima di tutto, San Tommaso ci invita ad amare allo stesso tempo le scienze naturali e la scienza della fede. Grazie all'influsso di Sant'Alberto Magno, egli apprezzava lo studio scientifico del mondo quale impresa di osservazione, di scoperta, e di contemplazione di tutto ciò che Dio aveva creato. Egli vedeva un'armonia tra scienza e fede dal momento che, secondo Tommaso, è la verità che unisce entrambi la fede e le scienze naturali. Scrisse nella sua Summa Theologiae: "Qualsiasi verità, da chiunque sia detta, viene dallo Spirito Santo che infonde la luce naturale e muove ad intendere e ad esprimere la verità" (I-II, q.109, a.1 ad.1). Quello che unisce, allora, il credente e lo scienzato è una passione per la verità.


2. La Causa Prima: In secondo luogo, San Tommaso ci può aiutare a rispondere agli scienziati atei, i quali asseriscono che Dio non esiste dal momento che egli non può essere trovato nel mondo materiale che, secondo loro, è l'unica realtà. Ecco le parole di Richard Dawkins: "I buchi spariscono con l'avanzamento della scienza e pian piano Dio non avrà nulla da fare e nessun posto dove nascondersi". Questo approccio è simile a chi si mette a dissezionare un'opera teatrale, imparare tutto circa i personaggi e, non avendo trovato l'autore di quell'opera, concludere che egli non esiste. Gli strumenti utilizzati dal chimico e dall'astronomo non possono rendere ragione di tutto ciò che esiste. Noi non siamo dei semplici osservatori esterni dell'opera o del dramma che si sta svolgendo intorno a noi. Siamo dei partecipanti ad un dramma in cui Dio non solo crea gli attori, ma conferisce loro il libero arbitrio e li mantiene in esistenza.



Per San Tommaso, Dio è la causa prima di tutto quello che esiste, e la sua creazione è piena di cause secondarie che agiscono sempre e dovunque - ad esempio la forza della gravità che ci impedisce di galleggiare fuori nello spazio. Dio in quanto causa prima e la gravità in quanto causa seconda non sono in concorrenza o in competizione l'una contra l'altra. Piuttosto, Dio come causa prima sostiene la forza della gravità, dal momento che Lui l'ha progettata per l'ordine e la stabilità dell'universo. Per ritornare alla nostra analogia letteraria. Prendiamo l'opera Macbeth. Chi ha ucciso il Re Duncan, Macbeth o Shakespeare? Tutti e due, ovviamente, ma in modi diversi senza essere in concorrenza l'uno contro l'altro. Shakespeare come l'autore o la causa principale senza il quale l'opera teatrale non esisterebbe nemmeno, e Macbeth come uno dei personaggi o come causa secondaria sempre subordinata a Shakespeare che continuamente lo mantiene in esistenza.


Contrariamente, dunque, a quello che afferma lo scientismo, la libertà della natura non intacca l'onnipotenza di Dio e non minaccia la sua esistenza. Come dice la Commissione Teologica Internazionale nel suo documento Comunione e Servizio. La Persona Umana Creata a Immagine di Dio: "L'azione di Dio non si sostituisce all'attività delle cause creaturali, ma fa sì che queste possano agire secondo la loro natura e, ciononostante, conseguire le finalità da lui volute. Nell'avere voluto liberamente creare e conservare l'universo, Dio vuole attivare e sostenere tutte quelle cause secondarie la cui attività contribuisce al dispiegamento dell'ordine naturale che egli intende produrre." La prossima volta, allora, che qualcuno cerca di screditare la vostra credenza nell'esistenza di Dio additando il mondo naturale e dicendo che non si può trovare Dio in esso, basta adoperare la sapienza di San Tommaso e spiegare la sua distinzione tra la Causa primaria e le cause secondarie. Come causa prima, Dio crea e sostiene tutte le cose, ma nello stesso tempo le trascende.


La sfida che lo scientismo presenta alla Chiesa è importante, ma con il contributo di San Tommaso d'Aquino possiamo rispondere a questa sfida nei modi qui suggeriti. Dobbiamo amare le scienze naturali e le verità che riescono a scoprire dal momento che la verità scientifica e la verità religiosa provengono sempre dalla stessa sorgente. Possiamo inoltre usare la distinzione offerta da San Tommaso a proposito dei rapporti fra la Causa Prima e le cause secondarie o subordinate. San Tommaso, dunque, lega strettamente lo scienziato, l'osservatore, ed il credente nel compito comune di interpretare giustamente ciò che troviamo nel nostro universo



fr. Alfredo White

fr. Alfred White, O.P.

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