BLOG E ARTICOLI

perché discuterne è domenicano

Cerca
  • Domini Canes

La beata Diana mi racconta di san Domenico

Ho chiesto a una delle nostre prime monache italiane di raccontarci come fosse il nostro S. Padre Domenico. Affidiamoci alla beata Diana, ascoltiamo cosa ha da dirci di lui, di quando l’ha incontrato e di come ha vissuto il suo rapporto col nostro santo fondatore.

«Ho conosciuto Domenico a Bologna, era l’anno 1218. Poco prima avevo partecipato a una predicazione del B. Reginaldo e ne ero rimasta affascinata. Ho poi conosciuto lui, Domenico, ed è come esserne stata rapita. La mia consorella, la beata Cecilia, ha lasciato di lui una meravigliosa descrizione. E lui era proprio così: “...era di statura media, di corporatura delicata, la faccia bella e un poco rossa, capelli e la barba leggermente rossi, belli gli occhi. Dalla sua fronte, e fra le ciglia, irraggiava un certo splendore, che attirava tutti a venerarlo e ad amarlo. Sempre ilare e giocondo, se non mosso a compassione per qualche afflizione del prossimo. Aveva le mani lunghe e belle. Aveva una grande voce bella e risonante. Non fu affatto calvo, ma aveva la corona della rasura del tutto integra, cosparsa di pochi capelli bianchi”.


Si, Domenico mi ha conquistata con il suo carisma! Da subito ho desiderato vivere come lui mi aveva indicato. Era un uomo innamorato di Dio, forte, tenace, e al tempo stesso dolce e delicato. Qualche secolo dopo è stato detto di lui che era “forte come il diamante e tenero come una madre”. Era proprio così. Aveva una sensibilità molto spiccata, sapeva vedere i bisogni della gente, del popolo. Non ha esitato a vendere tutti i libri che possedeva per sfamare quanti vedeva bisognosi.


Si è lasciato mettere “in crisi” dal suo tempo, arrivando a lasciare i canonici di Osma, dove era entrato, chiedendo a Dio notte e giorno che gli facesse comprendere quale disegno avesse su di lui. Me lo immagino ancora, in quegli anni di silenzio e preghiera, attento a cogliere la brezza leggera della voce di Dio nel grido del suo tempo.



Domenico era uomo del cammino. Ha percorso tante strade e non ha avuto paura di compiere passi nuovi. Era uomo dell’incontro. Domenico ha incontrato e si è lasciato incontrare, ha donato il suo tempo! Una volta passò una notte intera a dialogare con un oste eretico, lo ha ascoltato… e lo ha riportato alla fede, alla vita. Domenico era uomo della misericordia: “Aveva un cuore grande, e poiché tutti amava, da tutti era amato”.


Si, Domenico aveva questo cuore ampio, largo, in cui tutti vi entravano. Aveva un cuore capace di compassione, di muoversi per gli altri. “Dava la notte a Dio e il giorno agli uomini”. Di notte pregava e intercedeva per tutte quelle persone che di giorno incontrava, e anche per tutti gli altri, in un amore che arrivava fino ai confini della terra. A volte poi, la notte, visitava i suoi frati nelle loro celle, coprendoli se li trovava scoperti, perché non prendessero freddo. Domenico aveva gli occhi del cuore aperti e una fiducia sconfinata nel Padre e in Maria, madre del suo Ordine.

Questo Domenico mi ha trasmesso, per questo mi sono rimessa nelle sue mani. Mani delicate, come abbiamo detto, ma anche forti, che hanno saputo guidarmi e sorreggermi. Domenico, nel periodo in cui sono stata malata e in cui i miei genitori non volevano che vedessi nessuno (dopo che mi avevano ripreso con la forza dal monastero, ma questo lo sai…), è arrivato a mandarmi lettere di nascosto a casa per consolarmi e confermarmi nella mia scelta che poi ho seguito con la tenacia che lui mi aveva insegnato. Lui sapeva come stare vicino alle persone.


Domenico era uomo della relazione: non ha avuto paura di legami forti, veri, autentici. Non ha avuto paura dell’amicizia e dell’amore. Non ha avuto paura di incontrare. Lui mi ha accompagnata a realizzare il sogno di Dio nella mia vita e, quando ha raggiunto il Cielo, mi ha affidata al suo successore, il B. Giordano.

Credo che non ci sia cosa più bella di questa: il nostro supportarci e accompagnarci a vicenda. Domenico era tutto questo e tanto altro. E oggi, Domenico parla ancora, è ancora vivo e presente, e a tutti rivolge il suo invito di essere segno di Luce, di Bellezza, di Amore»


sr. Paola Diana Gobbo, O.P. Monastero S. Maria della Neve e S. Domenico (Pratovecchio)

131 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti