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Amore, studio e predicazione in S. Margherita da Città di Castello

Ci sono storie di vita e di santità davvero uniche. Tra queste un posto rilevante credo ce l'abbia santa Margherita da Città di Castello (1287-1320), una giovane donna che visse a pieno la sua vita e vocazione con tutte le proprie disabilità.



Dopo dolorose vicissitudini familiari dovute alla sua malattia, Margherita fu accolta nell'Ordine come Mantellata (terziaria) vivendo la propria vita alla luce del carisma domenicano. La storia del nostro Ordine ci mostra, tra le righe, come l'amore sia una dimensione propria dell'esperienza e della missione domenicana. Difatti, quando san Domenico si trovò a predicare il Vangelo nel sud della Francia riuscì a ricondurre alla fede cattolica un eretico (il famoso oste) proprio perché gli fece comprendere che gli voleva bene, che cioè voleva il suo bene.


Come un amico, gli fece capire che era sì nell'errore ma che non per questo era escluso dall'amore di Dio, dei suoi figli e dei suoi ministri. Così in Domenico l'annuncio della verità e la sua difesa passavano attraverso un amore di benevolenza che poi, come un ponte, facilita l'incontro del prossimo con il Signore Gesù, crocifisso e risorto per la nostra salvezza.


Santa Margherita, sull'esempio di san Domenico, visse questo amore anzitutto nei riguardi del Dio Uno e Trino, fonte d'eterno amore. Da questo amore così ben ordinato sgorgò poi, come una fontana, l'amore per tutto quello che è del Signore: anzitutto per i santi (san Domenico in primis) e poi per quei “santi” ancora in cammino che siamo noi, figli e figlie di Dio.


Margherita trovò nel carisma dell'Ordine di san Domenico una via eccellente per mettere a frutto i talenti donatigli dal Signore. Per poter essere sempre più preparata per annunciare Cristo a coloro che la cercavano, nonostante la propria cecità e i seri problemi fisici non vi fu giorno nel quale non cercò di crescere nella conoscenza di Dio, consapevole che lo studio aiuta non solo la predicazione ma anche la preghiera.

fr. Fabrizio Cambi, O.P.

Se certo non riusciva a studiare leggendo, era però sempre pronta ad approfondire la propria conoscenza del Signore conservando e meditando tutto ciò che ogni giorno ascoltava durante la predicazione dei frati Domenicani di Città di Castello (Umbria). Studiare, infatti, non significa unicamente leggere, sottolineare e tenere a memoria un testo, ma anche – o forse soprattutto – conservare, pensare e meditare nel proprio cuore ciò che ascoltiamo.


Il binomio studio-preghiera, poi, si apriva in Margherita alla predicazione in quanto terziaria domenicana (oggi sarebbe detta laica domenicana): tramite l'esempio della vita e la parola confortava, illuminava e annunciava a tutti il Signore Gesù Cristo, crocifisso e risorto per la nostra salvezza.



Chiediamo a santa Margherita di esserci maestra nel mettere al servizio della predicazione del Vangelo tutta la nostra vita, i nostri disagi, il nostro amore e il nostro studio, affinché sempre più ragazzi e ragazze possano scoprire l'amore e la verità di Dio!


fr. Fabrizio Cambi, O.P.

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