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Riflessioni per una pastorale rischiosa

Quando sentiamo parlare di “Pastorale Giovanile” solitamente ci vengono proposti da eminenti personaggi ecclesiali dei programmi molto intensi, che coinvolgono grandi predicatori e proposte di cammini spirituali molto intensi, che vogliono andare a riprendere i capisaldi della fede e del catechismo.

Mi sono interrogato molto su questo metodo, sicuramente è molto valido, ed aiuta moltissimi a fare una grande esperienza con il Signore, ma cosa avviene dopo? Il grande progetto pastorale è stato utile? Ha prodotto dei frutti di cambiamento? O come moltissime cose della nostra vita diviene un bel ricordo del passato che poco influisce sul nostro oggi?


Riflettendo un po’ mi sono domandato ma cosa predichiamo? Cosa cerchiamo di mostrare a questi giovani? Cerchiamo di predicare a delle persone che sono in ricerca, che sentono una chiamata ad un qualcosa di più profondo, che cercano una risposta alla superficialità del quotidiano. Viviamo in un mondo pieno di stimoli, di informazioni, siamo assetati di dati, immagini, sensazioni, ma questi passano in modo istantaneo e di conseguenza sentiamo come una fame che ci divora.


Molte volte pure il nostro approccio al Signore si svolge con questo stesso metodo, ci riempiamo di stimoli, di belle e toccanti parole, ma come i nostri profili di Facebook e Instagram ci dicono solo la nostra voglia di superficialità. A volte nella nostra vita per combattere questa superficialità ci vuole il coraggio di rischiare, il coraggio di togliere la facciata dei nostri profili social, per entrare all’interno di una relazione reale, di un rapporto con il Signore e con le persone, che passi attraverso la conoscenza profonda dell’altro.


Una conoscenza che si nutre dell’onestà, del vivere la propria vita per quello che realmente si è, accettando il Signore nella sua realtà, quel Signore che nella Croce ci mostra la realtà del suo amore sconvolgente. Solo se abbiamo il coraggio di rischiare scopriremo la suprema bellezza di Cristo, di Dio che si è fatto come noi e che ci parla attraverso la bellezza sconvolgente dell’altro.


Ogni azione pastorale priva della volontà di presentarsi nella sua fragilità, nella sua realtà, a mio avviso rimane solo un bel momento, e come i nostri post rimangono dei vaghi ricordi di una gioia momentanea. Ma chiediamo al Signore la forza di saper rischiare!


fr. Manuel Russo, O.P.

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FRATI PREDICATORI (DOMENICANI) - PROMOZIONE PASTORALE GIOVANILE
PROVINCIA ROMANA DI S. CATERINA DA SIENA
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