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  • Immagine del redattoreDomini Canes

Bambini seduti in piazza. #avvento2023

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,16-19
16 A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
17“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
18 È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”.
19 È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono:
“Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».



Una riflessione:

Ogni generazione è questa generazione, l’umanità è paragonata a gruppi contrapposti di bambini, da una parte ci sono coloro che hanno incontrato Dio in Gesù Cristo e dall’altra coloro che invece rimangono indifferenti a questo annuncio. Ciò che caratterizza il secondo gruppo è la passività nei

confronti di qualsiasi gioco, dall’altra invece c’è la vivacità di chi pensa modi sempre nuovi per coinvolgere i compagni. I secondi sono bambini ma sembrano già vecchi, non trovano nulla che possa ridestarli alla gioia, sono

immersi in una sottile tristezza che li uccide poco a poco. Gesù attualizza la breve parabola e cita Giovanni Battista che ha suonato un lamento ma in pochi si sono davvero convertiti e dandogli dell’indemoniato hanno trovato la scusa da dirsi per non seguirlo. Gesù qui parla di se stesso, di colui che ha annunciato il regno di Dio non con la penitenza ma con la misericordia

ma in molti hanno comunque trovato una scusa per non seguirlo e ascoltarlo. Oggi come allora corriamo il medesimo rischio. Quali scuse ti racconti per non dire la verità su te stesso?

Detto in altro modo: le bugie hanno le gambe corte. Gesù parla delle bugie più pericolose, quelle che diciamo a noi stessi e a cui più spesso crediamo. Accettare l’incontro con Dio, significa accettare l’incontro con se stessi. Non temere di portare le tue ombre alla luce di Cristo. Mostrati per quello che sei e scoprirai la tua grandezza, non per cadere nella superbia di chi compensa le proprie paure con un ego smisurato ma come colui si riconosce per quello che è e ti assicuro che non è poco.



 



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