San Vincenzo Ferreri e qualche consiglio sulla vita spirituale

Perché molti desiderano d'avere sempre sott'occhio i principali punti della vita spirituale, perciò riduco qui in compendio le cose principali che deve fare il servo di Dio, e quelle dalle quali principalmente si ha da guardare; affinché in questo breve sommario, come in un esemplare, veda
quello che a lui conviene.
Ora, in quanto a quello che deve fare:
[...] Procuri di star sempre alla presenza del Signore, poiché è manifesto per la dottrina dei Santi, che l'uomo non si muove mai a far cosa che sia grata a Dio, se prima Dio stesso non lo tocca e non lo muove. E se ciò non
potrà fare continuamente, almeno spesso fra il giorno e notte sollevi il cuore a Lui con brevi, amorose e umili orazioni e sospiri, chiedendogli sempre il suo soccorso ed amore, come quegli che senza di Lui non può cosa alcuna.

[...]
Quando a volte cadesse in qualche difetto o distrazione di cuore, non si sgomenti, né si lasci cadere sotto il peso, ma ritorni al Signore con umile e amorosa conversione, riconoscendo la sua gran miseria e la grandezza
della divina misericordia, e facendo quanto potrà dal canto suo per rimettersi nello stato primitivo e progredire nel cammino intrapreso
[....]
Se non è superiore, non stia ad osservare i difetti altrui, ma sempre consideri i proprii: perché il notare i difetti del prossimo sempre reca seco rincrescimento, superbia, giudizio temerario, inquietudine di coscienza, zelo
indiscreto ed altri sentimenti sregolati che turbano il cuore; dovechè il guardare i proprii difetti reca seco confusione di sé, umiltà, timor di Dio, e pace di animo.



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