Oltre l’Orologiaio: Perché il Mondo dipende da Dio in ogni istante.1.Capire la creazione oggi. #creazione
- Domini Canes

- 1 giorno fa
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Ogni domenica noi proclamiamo: “Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili”. Ma cosa significa davvero questa affermazione per il nostro rapporto quotidiano con l'ambiente che ci circonda? È fondamentale, oggi più che mai, riflettere su quale debba essere il nostro atteggiamento morale verso l’ordine naturale, verso quell'ambiente creato di cui noi stessi siamo parte integrante.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna che è Dio ad aver creato il mondo visibile in tutta la sua ricchezza e varietà (n. 337). Non esiste nulla che non debba la propria esistenza a Lui: ogni essere, tutta la natura e la storia stessa si radicano in quell'evento primordiale in cui la Parola di Dio ha tratto il mondo dal nulla.
Questo è il punto cruciale che separa i cristiani da molte altre visioni religiose o filosofiche. Da dove viene il mondo che percepiamo? Nell’antichità, molti pensavano che fosse eterno o che fosse un’emanazione di Dio, una posizione vicina al panteismo (l'idea che il mondo sia una parte di Dio), oggi ancora presente in alcune spiritualità orientali.

Se da un lato il cattolicesimo rifiuta il panteismo, dall'altro deve rifiutare con altrettanta forza il deismo. Il deismo immagina Dio come un Grande Orologiaio: colui che costruisce l'orologio, lo carica all'inizio dei tempi e poi se ne va, lasciando che il meccanismo ticchetti da solo. In questa visione, Dio crea e poi si assenta; il mondo diventa un oggetto autonomo, un meccanismo freddo.
Ma il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe è molto diverso. Egli non solo crea, ma mantiene continuamente in esistenza tutte le creature, dalle galassie più lontane al più piccolo granello di polvere. Un’immagine molto più fedele rispetto all'orologio è quella del generatore elettrico e la lampadina: la lampadina dipende dal generatore non solo per accendersi la prima volta, ma per ogni singolo istante in cui emette luce. Se il generatore si ferma, la luce muore istantaneamente. O ancora, pensiamo a un pianista: la musica esiste solo finché le dita toccano la tastiera. Se il pianista smette, la musica cessa.
Questa distinzione cambia tutto. In un universo deistico ("dell'orologiaio"), il miracolo è impossibile (perché l'ingranaggio non può deviare) e la preghiera è inutile (perché Dio non ascolta). Inoltre, se il mondo è solo un orologio abbandonato dal costruttore, diventa un oggetto neutrale che possiamo sfruttare a nostro piacimento.
Al contrario, la visione cattolica riconosce che ogni creatura "riflette, ognuna a suo modo, un raggio dell’infinita sapienza e bontà di Dio" (CCC, n. 339). Le piante, gli animali, persino le rocce e i fenomeni atmosferici possiedono una bontà intrinseca. Non sono oggetti inerti, ma realtà che, per il solo fatto di esistere e di essere mantenute in vita da Dio, Lo lodano.
Se dimentichiamo questa verità, rischiamo di trattare il creato come farebbe un deista: come merce senza anima. Noi invece siamo chiamati a riconoscere che il creato non è un meccanismo abbandonato, ma un'opera viva che dipende, attimo per attimo, dall'Amore che l'ha voluta.

Alfred White OP



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